Visto di conformità infedele e rettifica del modello 730

L’art. 6, co. 1, lett. b), del D.Lgs. n. 175/2014 stabilisce che, al di fuori dei casi di dolo o colpa grave del contribuente, per evitare la responsabilità relativa all’imposta (e agli interessi), il Caf o il professionista che riscontra errori che hanno comportato l’apposizione di un visto infedele sulla dichiarazione (modello 730 precompilato oppure ordinario) è tenuto ad avvisare il contribuente, al fine di procedere alla elaborazione e trasmissione all’Agenzia delle Entrate della dichiarazione rettificativa, entro il 10 novembre 2016 per le violazioni inerenti il visto di conformità infedele apposto sui modelli 730/2016.
Nel caso in cui, tuttavia, il contribuente non intenda presentare la nuova dichiarazione, il Caf e il professionista potranno comunque comunicare, entro il medesimo termine, all’Amministrazione Finanziaria, i dati rettificati. In entrambe le ipotesi, la responsabilità del Caf o professionista abilitato rimarrà circoscritta al pagamento dell’importo corrispondente alla sola sanzione che sarebbe stata richiesta al contribuente. In altre parole, nell’ipotesi di presentazione della dichiarazione rettificativa del contribuente e comunicazione dei dati rettificati, il versamento della maggiore imposta dovuta e dei relativi interessi ricade sul contribuente stesso, mentre la somma dovuta dal Caf o professionista è pari all’importo della sola sanzione del 30%. Peraltro, se la rettifica riguarda sia errori comportanti l’apposizione di un visto infedele che altre tipologie di errore, la responsabilità è limitata al pagamento dell’importo corrispondente alla sola sanzione che sarebbe stata richiesta al contribuente in relazione all’errore che configura il visto infedele (C.M. n. 7/E/2015).
Sotto il profilo operativo, per evitare di incorrere nella suddetta responsabilità per l’imposta (e i relativi interessi) è, quindi, necessario che, entro il 10 novembre 2016, venga trasmesso all’Agenzia delle Entrate un nuovo modello 730 corretto, con l’indicazione dei dati variati, mediante il medesimo flusso telematico utilizzato per la trasmissione del modello 730/2016. In primo luogo, il Caf o il professionista dovrà barrare la casella “Comunicazione dati rettificati Caf o professionista”, che è stata inserita nel modello 730-3 (prospetto di liquidazione del modello 730): nel modello rettificativo, è necessario distinguere se lo stesso è destinato a correggere (nel modello originariamente presentato) l’apposizione di un visto infedele, oppure un errore che non ha comportato l’apposizione di un visto infedele. Pertanto, la casella “Rettificativo” può assumere uno dei seguenti tre valori:
·      Codice “1”: la rettifica riguarda errori che non hanno comportato l’apposizione di un visto infedele;
·      Codice “2”: la modifica afferisce errori che hanno comportato l’apposizione di un visto infedele;
·     Codice “3”: la correzione interessa sia errori che hanno comportato l’apposizione di un visto infedele, sia errori che non hanno comportato l’apposizione di un visto infedele.
Il Caf o professionista deve, inoltre, compilare integralmente il modello 730 con tutti i dati, anche quelli non variati, e il prospetto di liquidazione (modello 730-3) in modo coerente con i dati rettificati. Non è, invece, necessario riportare i dati relativi alle scelte per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef, né i dati relativi al sostituto d’imposta: analogamente, non devono essere indicati i dati relativi alla firma del contribuente, né trasmettere quelli relativi al modello 730-4 (comunicazione dei risultati contabili per l’effettuazione dei conguagli da parte del sostituto d’imposta).
Deve, inoltre, essere compilata la sezione relativa ai dati variati, in conformità alle indicazioni presenti nelle specifiche xml del modello 730/2016: per ciascun dato oggetto di rettifica, nella sezione relativa ai dati variati deve essere indicato il modulo oggetto di rettifica (dato obbligatorio), il quadro e il rigo interessati (informazioni obbligatorie)e la colonna interessata (notizia facoltativa). Nel caso in cui quest’ultimo dato sia stato rimosso (ad esempio, una detrazione totalmente non spettante), occorrerà barrare l’apposita casella. Il rispetto delle suddette indicazioni è tassativo, nel senso che gli eventuali errori sono bloccanti, senza possibilità di conferma.
Per effetto della predetta dichiarazione o comunicazione rettificativa, la somma dovuta dal Caf o professionista – pari all’importo della sola sanzione (30% dell’imposta) e gli interessi – potrà essere ridotta nella misura di un nono, se il relativo versamento è effettuato entro il 10 novembre 2016. La R.M. n. 69/E/2015 ha chiarito che per il versamento della somma dovuta dai predetti soggetti – pari alla sanzione che sarebbe stata richiesta al contribuente, con riduzione a un nono, ovvero pari al 3,34% della sanzione comminata – deve essere utilizzato il modello F24, indicando:
·    i dati anagrafici e il domicilio fiscale del Caf o professionista, intestatario della delega di pagamento oltre ai propri dati anagrafici;
·    il codice fiscale del contribuente nel rigo “Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare” ed il codice identificativo “73″ denominato “contribuente”;
·    il codice tributo “8925”, nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione quale “Anno di riferimento” del periodo d’imposta in cui è stata commessa la violazione.

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