Visto di conformità e polizza assicurativa

L’art. 6, co. 1, e 22, co. 1, del D.M. n. 164/1999 prevede l’obbligo di stipulare una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero dei contribuenti assistiti, nonché al numero dei visti di conformità rilasciati: la soglia del massimale è fissata in euro 3.000.000 – a partire dal 13 dicembre 2014, rispetto al previgente limite di euro 1.032.913,80 – e la garanzia deve essere estesa al pagamento di una somma pari alle imposte, agli interessi e alle sanzioni che sarebbero stati richiesti al contribuente a seguito del controllo ai sensi dell’art. 36-ter, del D.P.R. n. 600/1973, ove l’errore non sia imputabile a dolo o colpa grave del contribuente.
In base alla formulazione della norma, il massimale di euro 3.000.000 si sarebbe dovuto applicare, non solo con riguardo al modello 730, ma anche con riferimento al rilascio dei visti di conformità su tutte le dichiarazioni (Unico, Irap e Iva) per le compensazioni dei crediti tributari di importo superiore ad euro 15.000. La C.M. n. 7/E/2015 ha, tuttavia, precisato che i professionisti che non intendono apporre il visto di conformità sui modelli 730 – ma rilasciano visti di conformità solo in relazione ai modelli Unico, Irap e Iva – per la compensazione nel modello F24 dei crediti tributari di importo superiore ad Euro 15.000 ovvero per il rimborso dei crediti Iva annuali o trimestrali superiori a tale soglia, non sono obbligati ad adeguare la polizza per coprire anche i nuovi rischi riguardanti solo i modelli 730. Diversamente, i professionisti che intendono apporre il visto di conformità sui modelli 730, se già in possesso di idonea copertura assicurativa per i rischi professionali, potranno anche utilizzare tale polizza inserendo una autonoma copertura assicurativa che preveda un massimale dedicato esclusivamente all’assistenza fiscale, almeno di importo pari a quello stabilito dalla norma (euro 3.000.000).
Quanto alle caratteristiche della polizza assicurativa per i danni causati nel fornire assistenza fiscale, è stato chiarito che il relativo contratto di gestione del rischio:
·   deve garantire la totale copertura degli eventuali danni subiti dal contribuente, dallo Stato o altro ente impositore (nel caso di dichiarazione modello 730). Peraltro, il massimale garantito è riferito al numero dei visti complessivamente rilasciati, a prescindere dal numero dei professionisti abilitati e indicati distintamente nella polizza;
·    non deve includere franchigie o scoperti;
·    deve prevedere il risarcimento nei 5 anni successivi alla scadenza del contratto;
·    può essere contratta anche dall’associazione professionale (in alternativa alla stipulazione da parte del professionista), nel caso in cui il professionista abilitato eserciti l’attività di assistenza fiscale nell’ambito di una associazione professionale di cui all’art. 5, co. 3, lett. c), del D.P.R. n. 917/1986.
Per mantenere l’abilitazione, il requisito della copertura assicurativa deve permanere nel tempo: il professionista è obbligato a trasmettere alla Direzione regionale competente copia del rinnovo della polizza assicurativa o l’attestato di quietanza di pagamento, utilizzando preferibilmente la posta elettronica certificata; i Caf e i professionisti sono tenuti a comunicare all’Amministrazione finanziaria eventuali variazioni dei dati già comunicati, entro 30 giorni dalla data in cui si verificano le variazioni stesse.
L’art. 22, co. 2-bis, del D.M. n. 164/1999 stabilisce, infine, che, in luogo della suddetta polizza, la garanzia può essere prestata sotto forma di cauzione in titoli di Stato o garantiti dallo Stato, al valore di Borsa, ovvero di fideiussione rilasciata da una banca o da una impresa di assicurazione per un periodo di 4 anni successivi a quello di svolgimento dell’attività di assistenza fiscale. In tale sede, è stato altresì disposto che, con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, potranno essere individuate modalità alternative idonee ad assicurare adeguate garanzie.

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