Sanzioni e riscossione, novità della Legge di Stabilità 2016

L’art. 1, co. 133, della Legge n. 208/2015 ha modificato l’art. 32, co. 1 e 2, del D.Lgs. n. 158/2015, nel senso di anticipare di un anno, ovvero all’1.1.2016 (rispetto al­l’ori­ginario termine dell’1.1.2017) l’entrata in vigore delle novità in materia di sanzioni. Restano comunque ferme le sanzioni nella misura dovuta in base alle norme relative alla procedura di collaborazione volontaria di cui alla Legge n. 186/2014, vigenti alla data di presentazione della relativa istanza. Ai soli fini della voluntary disclosure di cui al periodo prece­dente, tutti gli atti che per legge devono essere notificati al con­tribuente – di cui agli artt. 5-quater e 5-quinquies del D.L. n. 167/1990 – possono essere allo stesso notificati dal competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, in deroga ad ogni altra dispo­si­zione di legge, mediante posta elettronica certificata, all’indi­riz­zo del professionista che lo assiste nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria. A tali fini, il contribuente deve ma­ni­festare la propria volontà di ricevere gli atti della procedura all’indirizzo di posta elettronica certificata del professionista che lo assiste.
La notifica s’intende comunque perfezionata nel momento in cui il gestore del servizio di posta elettronica certificata tra­smette all’ufficio la ricevuta di accettazione con la relativa attestazione temporale che certifica l’avvenuta spedizione del messaggio. I termini che hanno inizio dalla notificazione decor­rono dalla data di avvenuta consegna contenuta nella ricevu­ta che il gestore del servizio di posta elettronica certificata del professionista trasmette all’ufficio. Se la casella di posta elettro­nica del professionista risulta satura, ovvero nei casi in cui l’indirizzo di posta elettronica del professionista non risulta valido o attivo, si applicano le disposizioni in materia di notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notifi­cati al contribuente.
In tema di riscossione, invece, l’art. 1, co. 134-138, della Legge n. 208/2015 ha stabilito che, nelle ipotesi di definizione degli accertamenti o di omessa im­pugnazione di cui al D.Lgs. n. 218/1997, i contribuenti che, nei trentasei mesi antecedenti al 15.10.2015, sono decaduti dal beneficio della rateazione, sono riammessi al piano di ratea­zione inizialmente concesso ai sensi dello stesso D.Lgs. n. 218/1997, limitatamente al versamento delle imposte dirette, a condizione che entro il 31.5.2016 riprendano il versamento della prima delle rate scadute. A tali fini, il contribuente interessato, nei dieci giorni successivi al versamento, trasmette copia della relativa quietanza all’ufficio competente affinché lo stesso proceda alla sospensione dei carichi eventualmente iscritti a ruolo ancorché rateizzati ai sensi dell’art. 19 del D.P.R. n. 602/1973. Lo stesso ufficio ricalcola le rate dovute tenendo conto di tutti i pagamenti effettuati anche a seguito di iscrizione a ruolo, imputandole alle analoghe voci dell’originario piano di rateazione: verificato il versamento delle rate residue, provvede allo sgra­vio degli stessi carichi iscritti a ruolo.
A seguito della trasmissione della quietanza, non possono essere avviate nuove azioni esecutive: se la rateazione è richiesta dopo una segnalazione effettuata ai sensi dell’art. 48-bis del D.P.R. n. 602/1973, la stessa non può essere concessa limitatamente agli importi che ne costituiscono oggetto.
Il debitore decade dal piano di rateazione a cui è stato riam­messo in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive, esclusa ogni ulteriore proroga.
Si segnala, infine, che l’art. 1, co. 129, della Legge n. 208/2015 ha stabilito l’applicazione, anche per l’anno 2016, dell’art. 12, co. 7-bis, del D.L. n. 145/2013, secondo cui il Ministro del­l’Economia e delle Finanze, di concerto con quello dello Svilup­po economico, definisce – mediante decreto, da emanare entro il 31.3.2016 – le modalità per la compensazione delle cartelle esattoriali in favore delle imprese titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, per somministrazione, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione e certificati in base alle modalità previste dal DM 22.5.2012 e dal DM 25.6.2012, qualora la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato.

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