Regime forfetario, esonero dagli adempimenti

L’art. 1, co. 69, della Legge n. 190/2014 esonera il contribuente in regime forfetario dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, fermo restando il dovere di conservazione dei documenti emessi e ricevuti (art. 22 del D.P.R. n. 600/1973): la dichiarazione dei redditi è presentata nei termini e con le modalità previsti dal D.P.R. n. 322/1998.
L’art. 1, co. 73, della Legge n. 190/2014 stabilisce, inoltre, l’esclusione dall’applicazione degli studi di settore (art. 62-bis del D.L. n. 3317193) e dei parametri di cui all’art. 3, co. 184, della Legge n. 549/1995: la norma dispone, inoltre, che il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate di approvazione dei modelli da utilizzare per la dichiarazione dei redditi individua gli specifici obblighi informativi, relativi all’attività svolta, che devono essere assolti dai contribuenti che applicano il regime forfetario. A questo proposito, il quadro RS del modello Unico 2016 – Persone Fisiche, approvato con il provvedimento del 29 gennaio 2016 del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, prevede un nuovo prospetto, denominato “Regime forfetario per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni – Obblighi informativi”. Questo prospetto deve essere compilato dai soli contribuenti che hanno applicato il regime forfetario nel periodo d’imposta 2015, al fine di fornire all’Amministrazione Finanziaria alcuni elementi informativi dalla stessa individuati: in particolare, i soggetti forfetari devono dichiarare, cumulativamente, le notizie relative al tipo di attività svolta (lavoratori dipendenti, mezzi di trasporto, spese e costi sostenuti, compensi corrisposti, consumi, ecc.), nei righi da RS374 a RS378 per l’attività d’impresa e nei righi da RS379 a RS381 per quella di lavoro autonomo. Nel caso di esercizio di entrambe le tipologie di attività, devono essere compilate entrambe le sezioni del prospetto: i dati richiesti devono essere indicati con riguardo alla documentazione ricevuta o emessa da tali soggetti. Ad esempio, le informazioni relative ai costi richieste agli esercenti attività di impresa dovranno essere dichiarate solo laddove i contribuenti abbiano ricevuto la relativa documentazione fiscale nel periodo di imposta e nella misura in essa indicata. I beni strumentali utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o professione e per l’uso personale o familiare del contribuente, devono essere dichiarati nella misura del 50% (C.M. n. 10/E/2016, par. 4.2.3).
In base a quanto previsto dall’art. 1, co. 69, della Legge n. 190/2014, i dati relativi ai redditi erogati, per i quali, all’atto del pagamento, non è stata operata la ritenuta alla fonte devono essere indicati negli appositi righi RS371, RS372 ed RS373 del medesimo prospetto, facendo riferimento ai redditi e compensi pagati nel periodo d’imposta oggetto di dichiarazione, indipendentemente dal motivo per cui la ritenuta non è stata effettuata, ovvero anche quando il soggetto percipiente sia a propria volta un soggetto forfetario per il quale la ritenuta non si applica.
Il contribuente in regime forfetario può optare per l’applicazione ordinaria dell’Iva e delle imposte sui redditi: l’opzione, valida per almeno un triennio (art. 3 del D.Lgs. n. 442/1997), deve essere comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata, compilando il quadro VO. Ad esempio, nel caso di opzione a partire dal periodo d’imposta 2015, la stessa deve essere esercitata con il modello Iva 2016. Sul punto, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i soggetti esonerati dalla presentazione della dichiarazione annuale Iva, in quanto effettuano esclusivamente operazioni esenti, devono comunicare l’opzione trasmettendo un quadro VO unitamente alla dichiarazione dei redditi ed entro gli stessi termini (C.M. n. 10/E/2016, par. 3.1.1). L’omessa comunicazione, in tale dichiarazione, della volontà di applicare il regime ordinario non inficia l’opzione effettuata, ma è punibile con la sanzione prevista dall’art. 8 del D.Lgs. n. 471/1997, da un minimo di euro 250 ad un massimo di euro 2.000.
Decorso il triennio minimo di efficacia, l’opzione rimane valida per ciascun anno successivo, sino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata. Si consideri, tuttavia, che l’art. 1 del D.Lgs. n. 442/1997 consente “la variazione dell’opzione e della revoca nel caso di modifica del relativo sistema in conseguenza di nuove disposizioni normative”: in virtù di tale disposizione, e tenuto conto delle novità introdotte dalla Legge n. 208/2015, l’Amministrazione Finanziaria riconosce ai contribuenti che nel 2015 hanno optato per il regime ordinario di revocare tale scelta, dal 1° gennaio 2016, ed accedere al regime forfetario (C.M. n. 10/E/2016, par. 3.1.1). Nel caso di esercizio di tale facoltà, il contribuente ha, quindi, potuto effettuare le opportune rettifiche dei documenti emessi nel corso del 2016, con l’addebito dell’imposta, entro il 3 giugno 2016 o – se scadente successivamente – la prima liquidazione Iva: in particolare, ai sensi del combinato disposto degli artt. 26, co. 3 e 7, e 21, co. 4, del D.P.R. n. 633/1972, per correggere gli errori commessi in fattura, può essere emessa una nota di variazione – da conservare, ma senza obbligo di registrazione ai fini Iva – che il cessionario/committente dovrà registrare, salvo il proprio diritto alla restituzione dell’importo pagato al cedente/prestatore a titolo di rivalsa. Nel caso in cui ne sussistano i presupposti, i medesimi contribuenti possono applicare le disposizioni del co. 65 dell’art. 1 della Legge n. 190/2014, previste per le nuove attività economiche, per il periodo che residua al compimento del quinquennio dall’inizio dell’attività (art. 1, co. 113, della Legge n. 208/2015). La possibilità di accesso al regime forfetario è riconosciuta anche a coloro che nel 2014 – in presenza dei requisiti di accesso al regime di vantaggio – hanno optato per il regime ordinario di determinazione del reddito e dell’Iva: al ricorrere di tale ipotesi, possono revocare l’opzione effettuata ed applicare, dal 2016, il regime forfetario, con l’ulteriore agevolazione dell’applicazione dell’imposta sostitutiva del 5% sino alla fine del quinquennio agevolato, ovvero fino al 2018.
Si ricorda, infine, che il regime forfetario cessa a partire dall’anno successivo in cui sono venuti meno i relativi requisiti di accesso (art. 1, co. 54, della Legge n. 190/2014), oppure si verifica una causa di esclusione (co. 57).

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