Regime forfetario e contribuenti “agevolati” nell’anno 2014

I regimi agevolati in essere al 31 dicembre 2014 sono stati abrogati dall’art. 1, co. 85, della Legge n. 190/2014. Il successivo co. 86 ha, inoltre, precisato che i soggetti che, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, si sono avvalsi del regime delle nuove iniziative produttive (art. 13 della Legge n. 388/2000), dei contribuenti minimi (art. 27, co. 1 e 2, del D.L. n. 98/2011) e degli “ex minimi” (art. 27, co. 3, del D.L. n. 98/2011) – se in possesso dei requisiti stabiliti dall’art. 1, co. 54, della Legge n. 190/2014 – applicano il nuovo regime forfetario, in quanto loro regime naturale, salva l’opzione per l’applicazione dell’Iva e delle imposte sui redditi nei termini ordinari. A questo proposito, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, poiché il forfetario è un regime naturale, i contribuenti che già svolgono un’attività di impresa, arte o professione vi accedono senza dover fare alcuna comunicazione preventiva, con il modello AA9/12, oppure successiva, con la dichiarazione annuale (C.M. n. 10/E/2016, par. 2.4.1). Tali soggetti sono, tuttavia, obbligati ad inviare un’apposita comunicazione telematica all’Inps, entro il 28 febbraio di ogni anno, qualora siano interessati ad usufruire del regime contributivo agevolato, a norma dell’art. 1, co. 83, della Legge n. 190/2014.
Il successivo co. 88 ha, invece, stabilito i soggetti che, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, si sono avvalsi del regime dei nuovi contribuenti minimi (art. 27, co. 1 e 2, del D.L. n. 98/2011) possono continuare ad avvalersene per il periodo che residua al completamento del quinquennio agevolato, e comunque fino al compimento del 35° anno di età.
L’art. 1, co. 87, della Legge n. 190/2014 ha altresì disposto che i soggetti che, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, si sono avvalsi del regime delle nuove iniziative produttive (art. 13 della Legge n. 388/2000) e di quello dei contribuenti minimi (art. 27, co. 1 e 2, del D.L. n. 98/2011) possono accedere al beneficio di cui all’art. 1, co. 65, della Legge n. 190/2014, che consente di ridurre di un terzo il reddito del 2015 – al lordo dei contributi versati e dedotti e delle perdite pregresse da portare in diminuzione dal reddito (così come indicato nel modello Unico 2016 – Persone Fisiche, nel rigo LM34) – e di applicare l’aliquota del 5% nel 2016 “per i soli periodi d’imposta che residuano al completamento del triennio agevolato”. A questo proposito, l’Agenzia delle Entrate ritiene che “i soggetti che al 31 dicembre 2014 applicavano il regime di vantaggio o il regime delle nuove attività produttive possano applicare le agevolazioni in parola fino a compimento dell’intero periodo agevolato, ossia fino a compimento del quinquennio. Ciò significa, ad esempio, che laddove un soggetto abbia iniziato una nuova attività nel 2014 applicando il regime fiscale di vantaggio, ovvero il regime delle nuove attività produttive, potrà applicare le specifiche agevolazioni previste dal co. 65 (riduzione dell’imponibile di un terzo per il 2015, applicazione dell’imposta sostitutiva del 5% a decorrere dal 2016) fino al 2018” (C.M. n. 10/E/2016, par. 1).
L’accesso a tali agevolazione (riduzione di un terzo del reddito nel 2015, e applicazione dell’aliquota del 5% dal 2016 per un massimo di 5 periodi d’imposta incluso quello di inizio dell’attività) è, tuttavia, subordinata all’osservanza delle seguenti condizioni:
a)  il contribuente non ha esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, altra attività di impresa, artistica o professionale, anche in forma associata o familiare;
b)  l’attività da esercitare non costituisce, in alcun modo, la mera prosecuzione di una passata attività di lavoro autonomo o dipendente, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
c)  qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da un altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi – realizzati nel periodo d’imposta precedente a quello di riconoscimento del beneficio – non sia superiore ai limiti di ricavi o compensi previsti per l’accesso al nuovo regime forfetario.
 

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