Modello 730, soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità

La C.M. n. 7/E/2015 ha precisato che l’attività di assistenza fiscale e di apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione 730 è riservata soltanto agli iscritti nell’Albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili e agli iscritti nell’Albo dei consulenti del lavoro. Sono esclusi, quindi, i soggetti iscritti nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi alla data del 30 settembre 1993, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria. Tale esclusione, ai limitati fini del rilascio del visto di conformità sui modelli 730, è giustificata dal fatto che gli artt. 3-bis, co. 10, e 7-quinquies, del D.L. n. 203/2005, hanno esteso soltanto agli iscritti nell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e nell’Albo dei consulenti del lavoro l’attività di assistenza fiscale nei confronti dei contribuenti non titolari di reddito autonomo e di impresa di cui all’art. 34, co. 4, D.Lgs. n. 241/1997. Tali soggetti potranno continuare a rilasciare il visto di conformità in relazione ai modelli Unico, Irap e Iva, per la compensazione nel modello F24 dei crediti tributari di importo superiore ad Euro 15.000 ovvero per il rimborso dei crediti Iva annuali o trimestrali superiori a tale soglia.
L’Agenzia delle Entrate ha precisato che, a decorrere dall’assistenza fiscale prestata nel 2015 (dunque anche per il mod. 730/2016), il professionista interessato ai fini del rilascio del visto di conformità dovrà ottenere l’abilitazione entro la data di apertura del canale per la trasmissione delle dichiarazioni precompilate (che sarà pubblicata sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate), e comunque prima della trasmissione delle dichiarazioni.
Una particolare disciplina è prevista nell’ipotesi in cui il professionista eserciti l’attività di assistenza fiscale:
·   nell’ambito di una associazione professionale in cui almeno la metà degli associati sia costituita da iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro, oppure soggetti iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria;
·    avvalendosi di una società di servizi di cui possegga la maggioranza assoluta del capitale.
In entrambi i casi, la comunicazione preventiva dovrà recare, oltre ai dati del singolo professionista, anche quelli dell’associazione di cui il medesimo fa parte o della società di servizi, e che la trasmissione telematica sarà effettuata dall’associazione professionale o dalla società di servizi sotto il diretto controllo e la responsabilità dello stesso professionista.
Nell’ipotesi di attività prestata all’interno di un’associazione professionale, il professionista potrà comunque essere abilitato al rilascio del visto di conformità a condizione, però, che i requisiti del possesso di partita Iva e dell’abilitazione alla trasmissione telematica sussistano in capo all’associazione professionale. È, infatti, il singolo professionista ad essere abilitato al rilascio del visto di conformità: ciò comporta che ad ogni altro professionista, ancorché appartenente all’associazione professionale, ma che non sia personalmente abilitato alla DRE, sarà preclusa l’autorizzazione ad apporre il visto di conformità sulle dichiarazioni dei redditi.
Il professionista abilitato al rilascio del visto potrà effettuare la trasmissione telematica delle dichiarazioni anche mediante l’associazione a cui lo stesso appartiene: l’inoltro all’Agenzia delle Entrate non potrà essere effettuato da altro professionista della stessa associazione diverso da quello che ha apposto il visto sulle dichiarazioni, anche se abilitato al rilascio dello stesso.
In caso di attività prestata all’interno di una società di servizi, il professionista può essere abilitato al rilascio del visto di conformità a condizione che sia verificato, in capo alla società di servizi, il requisito del possesso dell’abilitazione alla trasmissione telematica, e il professionista risulti titolare di autonoma partita Iva.
Per l’attività di assistenza fiscale sul modello 730, il professionista non può avvalersi di una società di servizi: diversamente, per le altre dichiarazioni (Unico, Irap, Iva e 770), la nota della DRE Piemonte 25 gennaio 2012, n. 4105 aveva chiarito che un professionista, senza autonoma partita Iva (ad esempio, perché svolge l’attività in uno studio associato), può avvalersi di una società di servizi per la trasmissione telematica delle dichiarazioni vistate, purché il capitale sociale della stessa sia posseduto a maggioranza assoluta da uno o più professionisti.

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