La valutazione delle partecipazioni nel bilancio 2015

La disciplina civilistica distingue la metodologia valutativa delle quote sociali detenute dall’impresa, in base all’iscrizione delle stesse tra le immobilizzazioni finanziarie oppure nell’attivo circolante, il cui discrimine è costituito dalla natura strategica o meno della partecipazione. La classificazione in bilancio delle partecipazioni risente, quindi, delle scelte discrezionali dell’organo di gestione, che devono essere verificate alla luce del disposto di cui all’art. 2424-bis, co. 1 e 2, del codice civile.
Le attività finanziarie detenute per la negoziazione devono essere iscritte nell’attivo circolante, per l’importo derivante dall’applicazione dell’art. 2426, n. 9), c.c., ovvero del medesimo criterio di valutazione delle rimanenze di beni fungibili. Il costo di acquisto della partecipazioni non immobilizzate deve, quindi, essere posto a confronto con il valore desumibile dall’andamento del mercato, il quale, se inferiore, rappresenta il corretto valore di bilancio.
Le partecipazioni strategiche, non detenute al mero fine della negoziazione, costituiscono delle immobilizzazioni finanziarie, i cui criteri di valutazione sono differenti, a seconda della loro consistenza:
· partecipazioni in imprese controllate o collegate (almeno il 20,00% dei diritti di voto in assemblea ordinaria): il criterio del costo, comprensivo degli oneri accessori (commissioni, spese, imposte di bollo e registro, costi di intermediazione bancaria o finanziaria) può essere derogato da quello della corrispondente frazione di patrimonio netto della partecipata, detratti i dividendi ed operate le rettifiche richieste dai principi di redazione del bilancio consolidato, nonché quelle necessarie per ilrispetto dei principi di redazione del rendiconto d’esercizio;
· altre partecipazioni:criteri generali previsti per le immobilizzazioni.
Il metodo del patrimonio netto è raccomandato dai principi contabili nazionali, in quanto ritenuto maggiormente corretto per la valutazione delle partecipazioni in società controllate e collegate. Ai fini dell’applicazione del metodo del patrimonio netto, è necessario fare rifermento al bilancio d’esercizio approvato dalla partecipata, relativo alla stessa data di quello della partecipante: in mancanza di approvazione, è, tuttavia, ammessa la possibilità di considerare il progetto di bilancio redatto dall’organo amministrativo (Oic 21, par. 163). Nel caso di divergenza tra le date di chiusura degli esercizi della partecipata e della partecipante, è necessario fare riferimento ad un bilancio intermedio della partecipata la cui chiusura coincida con quella della società partecipante (Oic 21, par. 164).
Qualora, alla data di chiusura dell’esercizio, il valore della partecipazione risulti durevolmente inferiore al predetto costo, è necessario operare una corrispondente svalutazione: il minor valore in parola non può, tuttavia, essere mantenuto nei successivi esercizi, se sono venuti meno i motivi della rettifica di valore. La normativa vigente non indica, però, i criteri da utilizzare ai fini dell’individuazione della perdita durevole, ed alla puntuale determinazione della stessa. È, pertanto, necessaria un’attenta analisi delle condizioni economico-finanziarie della partecipata, idonea ad accertare che i risultati negativi non siano episodici, né temporanei, bensì strutturali, e dunque in grado di intaccarne la consistenza patrimoniale.

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