Irap, novità della Legge di Stabilità 2016

La L. 208/2015 ha introdotto, tra l’altro, alcune disposizioni innovative riguardanti la disciplina del tributo regionale.
All’art. 2 del DLgs. 446/1997, concernente il presupposto dell’IRAP, è stato aggiunto il co. 1-bis, secondo cui “Non sussiste autonoma organizzazione ai fini dell’imposta nel caso di medici che abbiano sottoscritto specifiche convenzioni con le strutture ospedaliere per lo svolgimento della professione all’interno di dette strutture, laddove gli stessi percepiscano per l’attività svolta presso dette strutture più del 75% del proprio reddito complessivo. Sono in ogni caso irrilevanti, ai fini della sussistenza dell’autonoma organizzazione, l’ammontare del reddito realizzato e le spese direttamente connesse all’attività svolta. L’esistenza dell’autono­ma organizzazione è comunque configurabile in presenza di elementi che superano lo standard e i parametri previsti dalla convenzione con il Servizio sanitario nazionale”.
È stata, inoltre, abrogata la lett. d) dell’art. 3, co. 1, del DLgs. 446/1997, che prevedeva l’assoggettamento al tributo regionale dei produttori agricoli titolari di reddito agrario di cui all’art. 32 del TUIR (esclusi quelli con volume d’affari annuo non superiore ad euro 7.000, i quali si avvalgono del regime previsto dall’art. 34 co. 6 del DPR 633/1972, sempreché non abbiano rinunciato all’esonero a norma del quarto periodo della medesima disposi­zione Iva). Conseguentemente, è stato integrato l’art. 3 co. 2 del DLgs. 446/1997, mediante l’inserimento della lett. c-bis), per effetto della quale non sono soggetti all’Irap i contribuenti che esercitano una attività agricola ai sensi dell’art. 32 del TUIR, i soggetti di cui all’art. 8 del DLgs. 227/2001, nonché le cooperative e loro consorzi di cui all’art. 10 del DPR 601/1973. Analogamente, è stato modificato l’art. 9 del DLgs. 446/1997, originariamente rubricato alla “Determinazione del valore della produzione netta dei soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d)”, ora denominata “Determinazione del valore della produzione netta per alcuni soggetti del settore agricolo”.
L’art. 1 co. 123 della L. 208/2015 ha aumentato le deduzioni forfetarie previste dall’art. 11 co. 4-bis lett. d-bis) del DLgs. 446/97, riservate ai soggetti di cui al precedente art. 3 co. 1 lett. b) e c) ovvero snc, sas, imprenditori individuali, persone fisiche, società semplici e quelle ad essere equiparate ai sensi dell’art. 5 del DPR 917/86 esercenti arti e professioni di cui all’art. 49 co. 1 del TUIR. Per tali soggetti, a partire dal periodo d’impo­sta successivo a quello in corso al 31.12.2015, le dedu­zio­ni forfe­tarie saranno applicabili nella seguente misura:
·    euro 13.000 (anziché euro 10.500), se la base imponibile non supera euro 180.759,91;
·    euro 9.750 (in luogo di euro 7.875), qualora il valore della produzione netta sia superiore ad euro 180.759,91 ma non ad euro 180.839,91;
·    euro 6.500 (anziché euro 5.250), nel caso di base imponibile eccedente l’importo di euro 180.839,91, ma non quello di euro 180.919,91;
·    euro 3.250 (e non più euro 2.625), nell’ipotesi di valore della produzione netta compresa tra euro 180.919,92 ed euro 180.999,91.
All’art. 11 co. 4-octies del DLgs. 446/97, riguardante la dedu­zione del costo del personale dipendente a tempo indetermi­nato, è stato, inoltre, aggiunto il seguente periodo: “La deduzio­ne di cui al periodo precedente è ammessa altresì, nei limiti del 70% della differenza ivi prevista, calcolata per ogni lavoratore stagionale impiegato per almeno centoventi giorni per due periodi d’imposta, a decorrere dal secondo contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro nell’arco temporale di due anni a partire dalla data di cessazionedel precedente contratto”.
 
 

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