Investimenti al Sud, bonus per i nuovi beni mobili strumentali

L’art. 1 co. 98-108 della L. 208/2015 ha introdotto il riconoscimento di un credito d’imposta alle imprese che, a decor­rere dall’1.1.2016 e sino al 31.12.2019, acquisiscono beni stru­men­tali nuovi, facenti parte di un progetto di investimento ini­ziale (art. 2 punti 49, 50 e 51 del regolamento UE 651/2014), relativi all’ac­quisto – anche mediante contratti di locazione finanziaria – di macchinari, impianti e attrezzature varie desti­na­ti a strutture pro­duttive ubicate nelle zone assistite delle regioni:
·  Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, ammissibili alle deroghe previste dall’art. 107 par. 3 lett. a), del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea;
·   Molise, Sardegna e Abruzzo, ammissibili alle deroghe sta­bi­lite dalla successiva lett. c).
Il credito d’imposta è attribuito nella misura massima del 20% per le piccole imprese, del 15% per le medie imprese e del 10% per le grandi imprese.
L’agevolazione non si applica ai soggetti che operano nei set­tori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione na­va­le, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrut­ture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché ai settori creditizio, finanziario e assicurativo. L’agevolazione non si applica, inoltre, alle im­pre­se in difficoltà come definite dalla comunicazione della Com­mis­sione europea 2014/C249/01.
Il credito d’imposta è commisurato alla quota del costo com­plessivo dei beni agevolabili, nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, pari a 1,5 milioni di euro per le piccole imprese, a 5 milioni di euro per le medie imprese e a 15 milioni di euro per le grandi imprese, eccedente gli ammortamenti de­dotti nel periodo d’imposta, relativi alle medesime categorie dei beni d’investimento della stessa struttura produttiva, ad esclu­sione degli ammortamenti dei beni che formano oggetto dell’investimento agevolato. Per gli investimenti effettuati me­dian­te contratti di locazione finanziaria, si assume il costo soste­nuto dal locatore per l’acquisto dei beni. Tale costo non com­pren­de le spese di manutenzione.
Il credito d’imposta non è cumulabile con aiuti de minimis ed altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi am­messi al beneficio.
I soggetti che intendono avvalersi del credito d’imposta devo­no presentare apposita comunicazione all’Agenzia delle Entra­te. Le modalità, i termini di presentazione e il contenuto della comunicazione saranno stabiliti mediante un apposito provve­di­mento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, entro il 28.2.2016.
L’Agenzia delle Entrate comunicherà alle imprese l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta.
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensa­zione ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/1997, a decorrere dal periodo d’imposta in cui è stato effettuato l’investimento, e deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito e nelle dichiara­zioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo. Al credito d’imposta non si ap­plica il limite di cui all’art. 1 co. 53 della L. 244/2007.
Se i beni oggetto dell’agevolazione non entrano in funzione entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello della loro acquisizione o ultimazione, il credito d’imposta è rideter­minato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni non entrati in funzione. Se, entro il quinto periodo d’imposta succes­sivo a quello nel quale sono entrati in funzione, i beni sono dismessi, ceduti a terzi, destinati a finalità estranee all’eser­cizio dell’impresa ovvero destinati a strutture produttive diverse da quelle che hanno dato diritto all’agevolazione, il credito d’im­posta è ri­determinato escludendo dagli investimenti age­vo­lati il costo di tali beni; se, nel periodo d’imposta in cui si verifica una delle predette ipotesi, vengono acquisiti beni della stessa cate­goria di quelli agevolati, il credito d’imposta è rideterminato escludendo il costo non ammortizzato degli inve­stimenti age­volati per la parte che eccede i costi delle nuove acquisizioni. Per i beni acquisiti in locazione finanziaria, tali disposizioni si applicano anche se non viene esercitato il ri­scatto. Il credito d’imposta indebitamente utilizzato rispetto all’importo rideterminato secondo le predette disposizioni è versato entro il termine stabilito per il versamento a saldo dell’imposta sui redditi dovuta per il periodo d’imposta in cui si verificano le ipotesi ivi indicate.
Qualora, a seguito dei controlli, sia accertata l’indebita frui­zione, anche parziale, del credito d’imposta per il mancato rispetto delle condizioni richieste dalla norma ovvero a causa dell’inammissibilità dei costi sulla base dei quali è stato deter­minato l’importo fruito, l’Agenzia delle Entrate provvede al re­cu­pero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni previsti dalla legge.

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