Il controllo formale del modello 730

L’art. 1, co. 949 lett. f), g) e h), e 956 della Legge n. 208/2015 ha modificato significativamente la disciplina relativa ai controlli preventivi sui modelli 730, in presenza di situazioni considerate maggiormente rischiose. In particolare, ha abrogato i co. 586 e 587 dell’art. 1 della Legge n. 147/2013, con i quali erano stati introdotti i controlli preventivi sui modelli 730 contenenti richieste di rimborso superiori ad euro 4.000, in presenza di detrazioni per carichi di famiglia e/o di eccedenze relative alla precedente dichiarazione. Conseguentemente, per effetto di tale intervento, si è resa necessaria l’abrogazione della lett. b) dell’art. 5, co. 1, del D.Lgs. n. 175/2014, che aveva escluso i controlli preventivi sui modelli 730 trasmessi all’Agenzia delle Entrate senza modifiche direttamente dal contribuente, ovvero per il tramite del sostituto d’imposta. Tali soppressioni hanno effetto per le dichiarazioni dei redditi presentate a decorrere dall’anno 2016, relative al periodo d’imposta 2015.
Conseguentemente, per effetto dei suddetti interventi legislativi, se il modello 730/2016 precompilato viene presentato senza effettuare modifiche direttamente dal contribuente (tramite il sito internet dell’Agenzia delle Entrate) ovvero mediante il sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, non si darà luogo esclusivamente al controllo formale di cui all’art. 36-ter del D.P.R. n. 600/1973 sugli oneri detraibili e deducibili (interessi passivi, premi assicurativi e contributi previdenziali ecc.) che, per il periodo d’imposta 2015, sono stati comunicati dai soggetti obbligati all’invio dei dati in esame. Si rammenta, al riguardo, che, in ogni caso, la dichiarazione precompilata deve considerarsi comunque accettata “senza modifiche” qualora il contribuente si limiti soltanto a mutare dati che non possono incidere sul calcolo del reddito complessivo o dell’imposta (ad esempio, la variazione dei dati relativi alla residenza anagrafica, senza modificare il comune del domicilio fiscale).
L’art. 1, co. 949, della Legge n. 208/2015 ha, inoltre, integrato l’ art. 5 del D.Lgs. 175/2014, mediante l’inserimento del co. 3-bis, secondo cui nell’ipotesi di presentazione della dichiarazione diretta­mente ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l’assisten­za fiscale, con modifiche rispetto alla dichiarazione precom­pilata che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta e che presentano elementi di incoerenza rispetto ai criteri pubblicati con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate ov­vero determinano un rimborso di importo superiore ad euro 4.000, l’Amministrazione Finanziaria può effettuare controlli preventivi, in via auto­matizzata o mediante verifica della documentazione giustifi­cativa, entro quattro mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine. Sul punto, la C.M. n. 12/E/2016, par. 8.4 e 8.7, ha precisato che gli elementi di incoerenza saranno determinati sulla base di alcuni indicatori collegati, ad esempio, la tipologia e l’entità delle integrazioni effettuate dal contribuente o il maggior rimborso determinato rispetto alla dichiarazione proposta: il controllo preventivo potrà essere effettuato in tutte le ipotesi in cui dalla dichiarazione modificata dal contribuente, direttamente o tramite il sostituto d’imposta, emerga un rimborso di importo superiore ad euro 4.000, a prescindere dalla presenza di detrazioni per familiari a carico. Il rimborso che risulta spettante al termine delle operazioni di controllo preventivo è erogato dall’Agenzia delle Entrate non oltre il sesto mese succes­sivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine. Restano fermi i controlli previsti in materia di imposte sui redditi. Quindi, nel caso di presentazione, direttamente ovvero tramite il sostituto d’imposta, del mod. 730/2016 con modifiche che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta, non operano le esclusioni dal controllo documentale sugli oneri detraibili e deducibili (interessi passivi, premi assicurativi e contributi previdenziali): il controllo preventivo può essere effettuato in tutti i casi in cui dalla dichiarazione modificata, emerga un rimborso di importo superiore ad euro 4.000, a prescindere dalla presenza di detrazioni per familiari a carico.
Si dovrebbe ritenere che il novellato sistema dei controlli, così come introdotto dalla Legge n. 208/2015, operi anche se l’assistenza è relativa a un modello 730/2016 non precompilato, ovvero a un modello 730/2016 precompilato e modificato.
È stato altresì modificato l’art. 1, co. 4, del D.Lgs. 175/2014, stabilendo che la novellata disciplina in materia di controlli preventivi si applica anche ai modelli 730 presentati tramite i CAF e i professionisti abilitati che prestano assistenza fiscale, indipendentemente dal fatto che si tratti di una dichiarazione precompilata (modificata o meno) o di una dichiarazione presentata con le modalità “ordinarie”. Pertanto, al ricorrere di tale circostanza, il controllo formale continua ad essere effettuato nei confronti del CAF o del professionista, e riguarda anche i dati relativi agli oneri, forniti da soggetti terzi, indicati nella dichiarazione precompilata: si ricorda, infatti, che il legislatore ha ritenuto di attribuire a questi soggetti (CAF e professionisti abilitati) la responsabilità del controllo formale, cui è destinato l’istituto del visto cd. ‘‘leggero’’ di cui all’art. 35, co. 1 e 2, lett. a), D.Lgs. n. 241/1997. Il controllo preventivo può essere effettuato in tutti i casi in cui dalla dichiarazione presentata (precompilata accettata o modificata o dichiarazione non precompilata) emerga un rimborso di importo superiore ad euro 4.000, a prescindere dalla presenza di detrazioni per familiari a carico.

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