Forfetario anche per il contribuente in attività dal 2015

Il soggetto che ha avviato l’attività di esercizio dell’impresa, di arti o professioni nel corso dell’anno 2015, oppure in uno successivo, non ha potuto effettuare la verifica dei requisiti d’accesso al regime forfetario (art. 1, co. 54, della Legge n. 190/2014), in quanto nel precedente periodo d’imposta non era ancora in attività: ha comunque potuto accedere immediatamente al nuovo regime forfetario, comunicando di presumere – a norma dell’art. 1, co. 56, della Legge n. 190/2014 – il possesso dei requisiti di cui all’art. 1, co. 54, della Legge n. 190/2014, in sede di dichiarazione di inizio attività di cui all’art. 35 del D.P.R. n. 633/1972 (modello AA9/12): tale comunicazione non ha valore di opzione, trattandosi di un regime naturale, ma è richiesta unicamente ai fini anagrafici. L’omessa indicazione, nella dichiarazione di inizio attività, dell’intenzione di applicare il regime forfetario non preclude, quindi, l’accesso allo stesso, ma è punibile con la sanzione amministrativa prevista dall’art. 11, co. 1, lett. a), del D.Lgs. n. 471/1997, ovvero da euro 250 ad euro 2.000. L’attestazione della sussistenza dei requisiti per l’accesso al regime e dell’assenza di cause ostative (art. 1, co. 54 e 57, della Legge n. 190/2014) deve essere effettuata in sede di dichiarazione annuale dei redditi: in particolare, per il periodo d’imposta 2015, tale adempimento deve essere assolto barrando, rispettivamente, i campi 1 e 2 del rigo LM21 del modello Unico 2016 – Persone Fisiche.
In alternativa, il contribuente che ha iniziato l’attività nel 2015 ha potuto optare per l’applicazione del regime fiscale di vantaggio (art. 27, co. 1 e 2, del D.L. n. 98/2011) o per quello ordinario, ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva, avente efficacia triennale, poi rinnovabile annualmente. In altri termini, non ha potuto accedere ai regimi agevolati previgenti, in quanto espressamente abrogati dall’art. 1, co. 85, della Legge n. 190/2014, quali quello delle nuove iniziative produttive (art. 13 della Legge n. 388/2000) e quello degli “ex minimi” (artt. 27, co. 3, del D.L. n. 98/2011).
L’imprenditore, così come l’esercente arti o professioni, che ha avviato l’attività nel corso dell’anno 2015, come anticipato, ha potuto accedere al regime fiscale di vantaggio di cui all’art. 27, co. 1 e 2, del D.L. n. 98/2011, a norma dell’art. 10, co. 12-undecies, del D.L. n. 192/2014. A questo proposito, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in questo caso l’applicazione del regime fiscale di vantaggio rappresenta l’espressione di una specifica scelta del contribuente, soggetta alla disciplina in materia di opzioni, prevista dal D.P.R. n. 442/1997, secondo cui (R.M. n. 67/E/2015):
·  l’opzione e la revoca del regime contabile o di determinazione dell’imposta si desumono da comportamenti concludenti del contribuente o dalle modalità di tenuta delle scritture contabili, e la validità dell’opzione e della relativa revoca è subordinata unicamente alla sua concreta attuazione sin dall’inizio dell’anno o dell’attività (art. 1, co. 1, del D.P.R. n. 442/1997);
·  il contribuente è comunque tenuto a comunicare l’opzione effettuata nella prima dichiarazione annuale Iva da presentare successivamente alla scelta operata. Nel caso di esonero da tale adempimento dichiarativo, “la scelta è comunicata con le stesse modalità e i termini previsti per la presentazione della dichiarazione dei redditi utilizzando la specifica modulistica relativa alla dichiarazione annuale dell’imposta sul valore aggiunto” (art. 2, co. 1 e 2, del D.P.R. n. 442/1997);
·    la mancanza o la tardività della comunicazione, pur essendo sanzionabile secondo le vigenti disposizioni, non determina l’invalidità dell’opzione (art. 2, co. 3, del D.P.R. n. 442/1997).
In virtù di tali principi, l’Amministrazione Finanziaria ha, pertanto, precisato che i contribuenti che hanno intrapreso un’attività di impresa, arte e professione nel corso dell’anno 2015 e – avendone i requisiti – intendono avvalersi della facoltà loro concessa dall’art. 10, co. 12-undecies, del D.L. n. 192/2014, laddove non abbiano manifestato nel modello AA9/12 per il regime fiscale di vantaggio, “possono comunque avvalersene, dandone comunicazione, secondo le regole ordinarie, nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta 2015 (da presentarsi nel 2016), allegando il modello relativo alle opzioni predisposto per la dichiarazione Iva”. La scelta effettuata può, tuttavia, essere revocata, senza attendere il decorso del termine di cinque anni di permanenza nel regime, accedendo al regime forfetario e applicando, ove possibile, le disposizioni dell’art. 1, co. 65, della Legge n. 190/2014.
 

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