Estromissione agevolata non per tutti gli imprenditori individuali

L’art. 1, co. 121, della Legge n. 208/2015 riconosce all’imprenditore individuale la possibilità di escludere dal patrimonio della propria impresa gli immobili strumentali posseduti alla data del 31 ottobre 2015. L’opzione per l’estromissione può essere esercitata entro il 31 maggio 2016, ma ha effetto retroattivo, ovvero dal 1° gennaio 2016: sull’eventuale differenza positiva tra il valore normale dei beni estromessi e il loro costo fiscalmente riconosciuto è dovuta l’imposta sostitutiva dell’Irpef e dell’Irap, pari all’8%. Non sono, invece, previste disposizioni speciali ai fini dell’Iva, la cui disciplina deve, pertanto, essere osservata secondo le regole ordinarie. Sono, inoltre, applicabili, in quanto compatibili, le norme stabilite per l’assegnazione agevolata dei beni ai soci, contenute nell’art. 1, co. 115-120, della Legge n. 208/2015.
Sotto il profilo soggettivo, l’agevolazione non è, pertanto, accessibile da parte degli esercenti arti e professioni, e neppure dalle società (che beneficiano già della disciplina delle assegnazioni o cessioni agevolate dei beni ai soci, così come della trasformazione in società semplice).
Non rileva, invece, il regime contabile adottato dall’imprenditore individuale, che può, quindi, essere, indifferentemente, ordinario o forfetario. A questo proposito, si ricorda, peraltro, che in passato l’Agenzia delle Entrate aveva riconosciuto l’accesso alla facoltà dell’estromissione anche ai contribuenti minimi di cui all’art. 1, co. 96-117, della Legge n. 244/2007 (C.M. n. 39/E/2008, par. 1): tale orientamento dovrebbe, quindi, ritenersi valido anche con riguardo ai regimi agevolativi introdotti successivamente.
Ai fini dell’esercizio dell’opzione per l’estromissione degli immobili strumentali, è necessario, tuttavia, che l’imprenditore individuale risulti in attività in due momenti: al 31 ottobre 2015, data in cui gli immobili strumentali devono risultare posseduti dall’imprenditore individuale, e al 1° gennaio 2016, momento a partire dal quale ha efficacia l’estromissione.
L’agevolazione è, pertanto, preclusa all’imprenditore individuale che, pur rivestendo tale qualifica al 31 ottobre 2015, l’abbia, poi, persa, entro il 31 dicembre 2015, ad esempio perché ha cessato l’attività: al ricorrere di tale ipotesi, naturalmente, si era già verificato precedentemente il presupposto dell’imputazione del bene alla sfera privata dell’ex imprenditore individuale. Diversamente, dovrebbe ritenersi possibile accedere all’estromissione qualora l’impresa individuale risulti, alla data del 1° gennaio 2016, formalmente posta in liquidazione – caso, peraltro, raro – ma la stessa non sia ancora conclusa (C.M. n. 39/E/2008, par. 1). Nella differente ipotesi dello scioglimento della società di persone, a seguito del venir meno della pluralità dei soci e della mancata ricostituzione della stessa nel termine di sei mesi (art. 2272 c.c.), l’Amministrazione Finanziaria aveva escluso l’automatica assunzione della qualificazione di imprenditore individuale in capo al socio superstite, in quanto subordinata alla “liquidazione” del patrimonio sociale e all’assegnazione dell’azienda al socio superstite (R.M. n. 433/E/2008). Conseguentemente, se tale subentro non è avvenuto entro il 31 ottobre 2015, non può essere applicata la disciplina agevolativa dell’estromissione degli immobili strumentali. L’esclusione opera pure nel caso dell’imprenditore individuale che abbia concesso in affitto o usufrutto, entro il 31 dicembre 2015, l’unica azienda (C.M. n. 39/E/2008, par. 1, e C.M. n. 40/E/2002, par. 1.3.2): in tale circostanza, infatti, il contribuente ha perso la qualifica di imprenditore commerciale – come desumibile anche dall’art. 67, co. 1, lett. h), del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 – e, quindi, la possibilità di usufruire dell’estromissione agevolata di eventuali immobili strumentali posseduti al 31 ottobre 2015.
Il beneficio si dovrebbe, invece, ritenere ammissibile – anche in virtù dell’orientamento espresso dai predetti documenti di prassi – per l’erede dell’imprenditore individuale deceduto successivamente al 31 ottobre 2015, purchè abbia proseguito l’attività del de cuius in forma individuale: analogamente, il diritto all’estromissione dovrebbe spettare al donatario dell’azienda dell’imprenditore individuale, che abbia proseguito l’attività imprenditoriale del donante.

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