Dichiarazione precompilata, chiarimenti del Telefisco 2016

L’Agenzia delle Entrate, in occasione del tradizionale appuntamento di inizio anno con la stampa specializzata, ha risposto ad alcuni quesiti in tema di dichiarazione dei redditi precompilata. In primo luogo, è stato precisato che le spese sanitarie sostenute per familiari – ad esempio, i figli – a carico di più contribuenti vengono inserite nelle dichiarazioni precompilate di questi ultimi, in proporzione alla percentuale di carico, individuata esclusivamente sulla base delle informazioni, anche reddituali, comunicate dai sostituti d’imposta con le Certificazioni Uniche trasmesse all’Amministrazione Finanziaria, nei termini previsti dall’art. 2, D.Lgs. n. 175/2014. È stato, inoltre, chiarito che possono essere utilizzati per finalità di controllo i dati comunicati con riferimento ai dati relativi ai rimborsi delle spese sanitarie ed ai contributi versati alle forme di previdenza complementare (art. 78, co. 25 e 25-bis, Legge n. 413/1991) e, in termini generali, quelli trasmessi dagli enti esterni, ai sensi dell’art. 7, D.P.R. n. 605/1973. È stato, pertanto, precisato che se il contribuente riscontra, nella dichiarazione precompilata proposta dall’Agenzia delle Entrate, dati non corretti o incompleti, prima di procedere all’invio è tenuto a modificare la dichiarazione, direttamente on line oppure rivolgendosi al proprio sostituto, ad un Caf o professionista abilitato. Diversamente, qualora il contribuente si accorga di un errore dopo aver accettato ed inviato il modello 730 precompilato, può presentarne uno integrativo oppure trasmettere il modello Unico correttivo nei termini, o integrativo, con le modalità ed entro i tempi descritti nella parte II, paragrafo 5, “Rettifica del modello 730”, delle istruzioni per la compilazione del modello 730/2016.
È stato altresì specificato che i dati relativi ai bonifici effettuati per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica non saranno inseriti direttamente nel modello 730 precompilato, ma saranno riportati soltanto nel foglio informativo allegato alla dichiarazione, consentendo così a contribuente di verificarli e – qualora in possesso dei requisiti per fruire delle detrazioni – conseguentemente riportarli nella dichiarazione dei redditi.
L’Agenzia delle Entrate ha, inoltre, risposto ad alcune domande relative alla novità introdotta dall’art. 1, co. 949, Legge n. 208/2015, secondo cui non sono sanzionabili (art. 3, co 5-bis, D.Lgs. n. 175/2014; art. 78, co. 26, Legge n. 413/1991; art. 4, co. 6-quinquies, D.P.R. n. 322/1998) le trasmissioni da effettuare nell’anno 2015, relative all’anno 2014, e comunque per quelle eseguite nel primo an­no previsto per la trasmissione all’Agenzia delle Entrate dei dati e delle certificazioni uniche utili per la predisposizione della di­chiarazione precompilata nei casi di lieve tardività o di errata trasmissione dei dati stessi, se l’errore non determina un’indebita fruizione di detrazioni o deduzioni nella dichiarazione precompilata. In particolare, l’Amministrazione Finanziaria ha chiarito che la novità normativa è applicabile non solo agli adempimenti previsti dall’art. 3, D.Lgs. n. 175/2014, ma a tutte le trasmissioni per le quali si applicano le sanzioni indicate nella disposizione: il riferimento, ad esempio, è, quindi, alla comunicazione dei dati delle spese mediche, delle tasse universitarie, degli interessi passivi per i mutui e dei premi di assicurazione, nonché alle certificazioni uniche. In tale sede, è stato altresì precisato che la novità normativa si applica nel primo anno in cui è richiesta la trasmissione dei dati, ovvero – con riguardo alla trasmissioni effettuate nell’anno di avvio della dichiarazione precompilata – per quelle effettuate nel 2015 relativamente al periodo d’imposta 2014 (certificazioni uniche, comunicazioni degli interessi passivi, ecc.). Per quanto riguarda, invece, la presentazione dei dati richiesti successivamente al 2015, la non applicazione delle sanzioni opera esclusivamente nel primo anno in cui è stato introdotto il relativo obbligo, e non in relazione al primo anno in cui il medesimo adempimento scatta per il singolo contribuente interessato. Conseguentemente, la non punibilità esplica i propri effetti per le trasmissioni effettuate nel 2016 con riguardo ai dati del 2015, ad esempio, delle spese sanitarie: diversamente, tale regime di esonero non è invocabile per le certificazioni uniche effettuate nel 2016 e relative al 2015, in quanto per le stesse il primo anno di trasmissione previsto era il 2015, per le certificazioni riguardante il 2014. Nel corso del Telefisco 2016, è stato pure confermato che la non applicazione delle sanzioni opera soltanto nelle ipotesi di lieve tardività o di errata trasmissione dei dati, se l’errore non determina un’indebita fruizione di detrazioni o deduzioni nella dichiarazione precompilata: in altri termini, rimane punibile l’omessa trasmissione della comunicazione.
L’Agenzia delle Entrate ha altresì esaminato la tematica dei controlli preventivi documentali sul modello 730 presentato direttamente ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l’assisten­za fiscale, con modifiche rispetto alla dichiarazione precom­pilata che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta e che presentano elementi di incoerenza rispetto ai criteri pubblicati con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate ov­vero determinano un rimborso di importo superiore a 4.000 euro (art. 5, co. 3-bis, D.Lgs. n. 175/2014). È stato precisato che gli elementi di incoerenza saranno determinati sulla base di alcuni indicatori collegati, ad esempio, alla tipologia e all’entità delle integrazioni effettuate dal contribuente o al maggior rimborso determinato rispetto alla dichiarazione proposta: il controllo preventivo potrà essere effettuato in tutti i casi in cui dalla dichiarazione modificata dal contribuente, direttamente o tramite il sostituto d’imposta, emerga un rimborso di importo superiore ad euro 4.000, a prescindere dalla presenza di detrazioni per familiari a carico.
In materia di certificazioni dei sostituti d’imposta, l’Amministrazione Finanziaria ha sottolineato che la Legge n. 208/2015, modificando l’art. 4, D.P.R. n. 322/1998, ha semplificato il precedente impianto normativo, attribuendo valore dichiarativo alla Certificazione Unica. Inoltre, è stato osservato che, al fine di evitare una duplicazione di informazioni, il modello 770/2016 – approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 15.1.2016 – è composto dei soli quadri riepilogativi (ST, SV, SX e SY), e non contiene più i dati di dettaglio delle singole certificazioni uniche, le quali sono trasmesse autonomamente all’Agenzia delle Entrate: i due adempimenti non possono, pertanto, essere considerati alternativi, in quanto le informazioni contenute nella Certificazione Unica non sono più ricomprese nel modello 770.
È stato, infine, precisato che anche quest’anno, tenuto conto che la Certificazione Unica ha subito rilevanti modifiche e coerentemente con i chiarimenti della C.M. n. 6/E/2015, l’invio delle CU che non contengono dati da utilizzare l’elaborazione della dichiarazione precompilata può essere effettuata anche dopo il 7.3.2016, senza l’applicazione di sanzioni, purchè entro il termine di presentazione dei quadri riepilogativi (ST, SV, SX e SY) del modello 770.


Condividi la notizia