Detrazioni Irpef, novità della Legge di Stabilità 2016

L’art. 1 co. 290 della L. 208/2015 ha modificato l’art. 13 co. 3 del DPR 917/86, per effetto del quale – se alla formazione del reddito complessivo concor­rono uno o più redditi di pensione di cui all’art. 49 co. 2 lett. a) del TUIR – spetta una detrazione dall’imposta lorda, non cu­mu­labile con quella di cui all’art. 13 co. 1 del TUIR, rapportata al periodo di pensione nell’anno, pari a:
a)   euro 1.783 (e non più euro 1.725), se il reddito complessivo non supera euro 7.750 (anziché euro 7.500). L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro;
b)  euro 1.255, aumentata del prodotto tra euro 528 (invece di euro 470) e l’importo corrispondente al rapporto tra euro 15.000, diminuito del reddito complessivo, ed euro 7.250 (in luogo di euro 7.500), se l’ammontare del reddito comples­sivo è superiore ad euro 7.705 (e non più euro 7.500) ma non ad euro 15.000;
c)  euro 1.255 euro, se il reddito complessivo è superiore ad euro 15.000, ma non ad euro 55.000. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di euro 55.000, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di eu­ro 40.000.
È stato, inoltre, modificato il co. 4 dell’art. 13 del TUIR. La norma, così come novellata, stabilisce che – se alla formazione del reddito complessivo dei soggetti di età non inferiore a 75 anni concorrono uno o più redditi di pensione di cui all’art. 49 co. 2 del TUIR – spetta una detrazione dall’imposta lorda, in luogo di quella di cui al co. 3 dell’art. 13 del TUIR, rapportata al periodo di pensione nell’anno e non cumulabile con quella prevista al co. 1, pari a:
a)   euro 1.880 (e non più euro 1.783), se il reddito complessivo non supera euro 8.000 (anziché euro 7.750). L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 713 euro;
b)  euro 1.297 euro, aumentata del prodotto tra euro 583 (e non più euro 486) e l’importo corrispondente al rapporto tra euro 15.000, diminuito del reddito complessivo, ed euro 7.000 (in luogo di euro 7.250), se l’ammontare del reddito complessivo è superiore ad euro 8.000 (invece di euro 7.750), ma non ad euro 15.000;
c)  euro 1.297, se il reddito complessivo è superiore ad euro 15.000 ma non ad euro 55.000. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 40.000 euro.
Sono state, inoltre, modificate alcune fattispecie relative alle detrazioni per oneri di cui all’art. 15, co. 1 del TUIR, così novellate:
·    le spese funebri sostenute in dipendenza della morte di persone, per importo non superiore ad euro 1.550 per cia­scuna di esse (lett. d);
·    le spese per frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali, in misura non superiore, per le università non statali, a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca da emanare entro il 31 dicembre, tenendo conto degli importi medi del­le tasse e contributi dovuti alle università statali (lett. e).
L’art. 1 co. 56 della L. 208/2015 ha, inoltre, disposto che, ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, si detrae dall’im­posta lorda, fino alla concorrenza del proprio ammontare, il 50% dell’im­porto corrisposto per il pagamento dell’IVA in relazione all’acqui­sto, effettuato entro il 31.12.2016, di unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe energetica A o B ai sensi della normativa vigente, cedute dalle imprese costruttrici delle stesse. Tale detra­zione è pari al 50% dell’imposta dovuta sul corrispettivo d’acquisto, ed è ripartita in dieci quote costanti nell’anno in cui sono state sostenute le spese e nei nove periodi d’imposta successivi.

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