Deduzione Irap del costo del lavoro, profili operativi

 

La deducibilità integrale, ai fini Irap, del costo del lavoro a tempo indeterminato, prevista dal co. 4-octies dell’art. 11 del D.Lgs. n. 446/1997, opera secondo un meccanismo residuale: l’importo agevolato – da riportare nel rigo IS7 e conseguentemente, a seconda della tipologia di contribuente, nei righi IQ64, IP70 e IC69 del modello Irap 2016 – è, infatti, assunto al netto delle deduzioni effettuate ai sensi dei precedenti co. 1, lett. a), 1-bis, 4-bis1. e 4-quater. A questo proposito, si segnala che, ai fini dichiarativi, nella colonna 1 del rigo IS7 del modello Irap 2016 deve essere indicato il numero dei dipendenti per i quali si fruisce della deduzione del costo residuo per il personale dipendente assunto a tempo indeterminato, mentre nella colonna 2 deve essere esposto l’ammontare della corrispondente deduzione, da riportare, poi, nei citati, righi IQ64, IP70 e IC69 del modello Irap 2016.
A parere della Circolare Assonime n. 7/2015, par. 2, i costi ammessi in deduzione trovano fondamento nel rapporto di lavoro a tempo indeterminato, ma non devono necessariamente essere stati sostenuti in costanza dello stesso. È il caso, ad esempio, delle erogazioni previste dal contratto di lavoro, ancorchè spettanti dopo la cessazione del rapporto – come la possibilità di acquistare gratuitamente beni o servizi la cui produzione o il cui commercio forma oggetto dell’attività dell’impresa – trattandosi di componenti retributive, anche se differite.
Nel caso del distacco del personale, l’Agenzia delle Entrate ritiene che – con riguardo a tale disciplina – siano deducibili dalla base imponibile Irap dell’impresa distaccante i costi sostenuti in relazione al personale dipendente distaccato impiegato con contratto di lavoro a tempo indeterminato, con conseguente rilevanza degli importi spettanti, a titolo di rimborso, delle spese afferenti al medesimo personale (C.M. 9 giugno 2015, n. 22/E, par. 2). In tale sede, è stato altresì chiarito che il beneficio spetta pure dell’ipotesi del contratto di somministrazione di lavoro – a prescindere dalla modalità di articolazione dello stesso (a tempo indeterminato o determinato) – a condizione che il rapporto contrattuale sottostante, tra il datore di lavoro e il dipendente, sia a tempo indeterminato: al ricorrere di tale ipotesi, il beneficio è riconosciuto in capo all’utilizzatore per il periodo di effettivo impiego del personale somministrato.
Per quanto concerne, poi, l’individuazione degli specifici costi rilevanti ai fini del calcolo della deduzione, l’Amministrazione Finanziaria ha chiarito che le quote di trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato maturate a partire dall’esercizio 2015, compresa la rivalutazione di quelle accantonate sino al periodo d’imposta 2014, rientrano a pieno titolo nella determinazione delle spese per il personale dipendente deducibili ai sensi dell’art. 11, co. 4-octies, del D.Lgs. n. 446/1997, in quanto si tratta di costi sostenuti a fronte di debiti certi a carico del datore di lavoro (C.M. n. 22/E/2015, par. 3). Diversamente, non rientrano in tale ambito – poiché costituiscono voci di natura estimativa indeducibili ai fini dell’Irap – gli accantonamenti effettuati, a partire dal 2015, per eventuali oneri futuri connessi al rapporto di lavoro (controversie con i dipendenti, erogazioni spettanti al personale a seguito della cessazione del contratto, ecc.): tali costi assumeranno, infatti, rilevanza al verificarsi dell’evento che ha costituito il presupposto del relativo stanziamento in bilancio (C.M. 19 febbraio 2008, n. 12/E, par. 9.2), in quanto afferenti a costi del lavoro deducibili dalla base imponibile Irap a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014. L’Agenzia delle Entrate ha altresì precisato che tali accantonamenti non concorrono alla determinazione dell’Irap deducibile dalle imposte sui redditi.
Per quanto concerne, invece, gli accantonamenti operati entro l’esercizio in corso al 31 dicembre 2014, che non hanno trovato riconoscimento sulla base della disciplina Irap, la C.M. n. 22/E/2015, par. 4, ha chiarito che assumono rilievo – a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 – qualora si realizzi l’evento che ne ha determinato lo stanziamento in bilancio. Tali oneri rientrano, pertanto, nel calcolo del costo del personale deducibile ai sensi dell’art. 11, co. 4-octies, del D.Lgs. n. 446/1997, ancorché non imputati a conto economico, in quanto portati a diretta riduzione degli accantonamenti operati.
Tenuto conto che i suddetti accantonamenti possono aver concorso alla determinazione dell’Irap deducibile dalle imposte sui redditi, è necessario procedere a rideterminare l’eventuale tributo regionale dedotto negli esercizi precedenti relativamente agli stessi: in particolare, l’imposta dedotta deve essere recuperata mediante la rilevazione di un componente positivo di reddito – ai sensi dell’art. 88 del D.P.R. n. 917/1986 – nell’esercizio di sostenimento della spesa afferente all’accantonamento a suo tempo operato. A tale fine, gli utilizzi devono essere prioritariamente attribuiti ai fondi accantonati prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina, che hanno generato Irap deducibile, partendo da quelli di data più remota.
Restano ferme le deduzioni già operate e le istanze di rimborso già presentate.

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