Assegnazione agevolata dei beni ai soci entro il 30.9.2016

L’art. 1 co. 115-121 della L. 208/2015 ha introdotto alcune disposizioni attese da diversi anni: in primo luogo, è stato stabilito che le società in nome collettivo, in accomandita semplice, a re­sponsabilità limitata, per azioni e in accomandita per azioni – comprese quelle che svolgono un’ordinaria attività d’impresa e, quindi, non necessariamente di “comodo” – che, entro il 30.9.2016, assegnano o cedono ai soci beni immo­bili, diversi da quelli indicati nell’art. 43 co. 2 primo periodo del DPR 917/86 (immobili strumentali per destinazione), o beni mobili iscritti in pubblici registri (autoveicoli, imbarcazioni, aeromobili, ecc.) non utilizzati come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa, possono applicare alcune disposizioni agevolative, a condizione che tut­ti i soci risultino iscritti nel libro dei soci, ove prescritto, alla data del 30.9.2015, ovvero che vengano iscritti entro il 31.1.2016, in forza di un titolo di trasferimento avente data certa anteriore all’1.10.2015.
Le medesime norme si applicano alle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei predetti beni e che, entro il 30.9.2016, si trasformano in società semplici.
Sulla differenza tra il valore normale dei beni assegnati o, in caso di trasformazione, quello dei beni posseduti all’atto della trasformazione, e il loro costo fiscalmente riconosciuto, si appli­ca un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP, nella misura dell’8%, ovvero del 10,50% per le società conside­rate non operative in almeno due dei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al momento della assegnazione, cessione o tra­sformazione. Per gli immobili, su richiesta della so­cietà e nel rispetto delle condizioni prescritte, il valore normale può essere determinato in misura pari a quello risultante dall’ap­pli­cazione all’ammontare delle rendite risultanti in catasto dei moltiplicatori determinati con i criteri e le modalità previsti dal­l’art. 52 co. 4 primo periodo del DPR 131/86. In caso di cessione, ai fini della determinazione dell’imposta sostitutiva, il corrispetti­vo della cessione – se inferiore al valore normale del bene, determinato ai sensi dell’art. 9 del TUIR, o in alternativa, ai sensi del primo periodo del co. 117 dell’art. 1 della L. 208/2015 – è computato in misura non inferiore ad uno dei due valori.
Le riserve in sospensione d’imposta annullate per effetto dell’as­se­gnazione dei beni ai soci e quelle delle società che si trasfor­mano sono assoggettate ad imposta sostitutiva nella misura del 13%.
Il costo fiscalmente riconosciuto delle azioni o quote possedute dai soci delle società trasformate deve essere aumentato della differenza assoggettata ad imposta sostitutiva. Nei confronti dei soci assegnatari non si applicano le disposizioni di cui all’art. 47, co. 1, secondo periodo, 5, 6, 7 e 8, del TUIR. Tuttavia, il valore normale dei beni ricevuti, al netto dei debiti accollati, riduce il costo fiscalmente riconosciuto delle azioni o quote possedute: se la società annulla riserve di utili per effetto dell’assegnazione, i soci con­se­­guono un reddito in natura, che viene ridotto in misura pari all’ammontare sul quale la società ha assolto l’imposta sostitutiva.
Per le assegnazioni e le cessioni ai soci effettuate in base alle suddette disposizioni, le aliquote dell’imposta proporzionale di registro eventualmente applicabili sono ridotte alla metà, e le imposte ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa.
Le società che si avvalgono delle suddette disposizioni devono versare il 60% dell’imposta sostitutiva entro il 30.11.2016 e la restante parte entro il 16.6.2017, con i criteri di cui al DLgs. 241/97. Per la riscossione, i rimborsi ed il contenzioso si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi.
L’art. 1 co. 121 della L. 208/2015 riconosce, inoltre, all’imprenditore individuale – che al 31.10.2015 possedeva immobili strumentali di cui all’art. 43 co. 2 del TUIR – la possi­bilità di optare, entro il 31.5.2016, per l’esclusione dei beni stessi dal patrimonio dell’impresa, con effetto dal periodo di imposta in corso alla data dell’1.1.2016, mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e dell’Irap, pari all’8% della dif­fe­renza tra il valore normale di tali beni ed il relativo valore fi­scalmente riconosciuto. L’estromissione non richiede l’esercizio di particolari opzioni, con l’effetto che rileva il comportamento concludente dell’im­pren­ditore, come un’apposita annotazione in contabilità, a seguito della quale l’immobile si considera posseduto dalla persona fisica in qualità di “privato” non imprenditore dall’1.1.2016.
Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dei co. 115 – 120 dell’art. 1 della L. 208/2015:
·    per determinare tali plusvalenze è possibile utilizzare, in luogo del valore normale degli immobili, il loro valore catastale. L’agevolazione non viene meno se il valore normale (o catastale) è inferiore al costo fisca­le, non essendovi, quindi, necessità di assolvere l’imposta sostitutiva;
·   l’IVA, se dovuta, deve essere assolta nei modi (e nei termini) ordinari, an­che se nella maggior parte dei casi il regime naturale dell’operazione è l’esenzione;
·    non sono dovute le imposte di registro, ipotecarie e catastale;
·   l’imposta sostitutiva deve essere assolta per il 60% entro il 30.11.2016, e per il restante 40% non oltre il 16.6.2017. È possibile utilizzare in compensazione altri tributi e contributi nel modello F24 per ridurre (o azzerare) gli importi a debito.

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