Accertamento, novità per i termini di decadenza

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto alcune rilevanti modifiche normative in materia di termini di decadenza dell’azione accertatrice dell’Amministrazione Finanziaria. In particolare, in ambito Iva è stato riformulato l’art. 57 del DPR 633/72, nel senso di stabilire che gli avvisi relativi alle rettifiche e agli accertamenti previsti negli artt. 54 e 55, co. 2, del DPR 633/72 devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione, o di pre­sentazione di dichiarazione nulla, l’avviso d’accertamento del­l’im­posta a norma dell’art. 55, co. 1, del DPR 633/72 può essere notificato entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presen­tata.
Nell’ipotesi di richiesta di rimborso dell’eccedenza d’imposta detraibile risultante dalla dichiarazione annuale, se tra la data di notifica della richiesta di documenti da parte dell’ufficio e la data della loro consegna intercorre un periodo superiore a quindici giorni, il termine di decadenza, relativo agli anni in cui si è formata l’eccedenza detraibile chiesta a rimborso, è differito di un periodo di tempo pari a quello compreso tra il sedicesimo giorno e la data di consegna.
Fino alla scadenza del termine stabilito dalle suddette dispo­si­zioni, le rettifiche e gli accertamenti possono essere integrati o modificati, mediante la notificazione di nuovi avvisi, in base alla sopravvenuta conoscenza dell’Agenzia delle entrate di nuovi elementi. Nell’avviso devono essere specificamente indicati, a pena di nullità, i nuovi elementi e gli atti o fatti attraverso i quali sono venuti a conoscenza dell’Ufficio dell’imposta sul valore aggiunto.
Ai fini delle imposte sui redditi, analogamente a quanto disposto in ambito Iva, è stato sosti­tuito l’art. 43 del DPR 600/1973, stabilendo che gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.Nei casi di omessa presenta­zione della dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla l’avviso di accertamento può essere notificato entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichia­ra­zione avrebbe dovuto essere presentata.
Fino alla scadenza del termine stabilito dalle suddette disposi­zioni, l’accertamento può essere integrato o modificato in au­men­to mediante la notificazione di nuovi avvisi, in base alla sopravvenuta conoscenza dell’Agenzia delle Entrate di nuovi elementi. Nell’avviso devono essere specificamente indicati, a pena di nullità, i nuovi elementi e gli atti o fatti attraverso i quali sono venuti a conoscenza dell’ufficio delle imposte.
Le disposizioni di cui agli artt. 57, co. 1 e 2, del DPR 633/72 e 43, co. 1 e 2, del DPR 600/73 si applicano agli avvisi relativi al periodo d’imposta in corso alla data del 31.12.2016 e a quelli succes­sivi.
Per i periodi d’imposta precedenti, gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 di­cem­bre del quarto anno successivo a quello in cui è stata pre­sentata la dichiarazione ovvero, nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di dichiarazione nulla, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata. Tuttavia, in caso di violazione che comporta obbligo di denuncia ai sensi dell’art. 331 c.p.p. per uno dei reati previsti dal DLgs. 74/2000, i termini di cui al periodo precedente sono raddoppiati relativamente al periodo di im­posta in cui è stata commessa la violazione; il raddoppio non opera qualora la denuncia da parte dell’Amministrazione finan­ziaria, in cui è ricompresa la Guardia di Finanza, sia presen­tata o trasmessa oltre la scadenza ordinaria dei termini di cui sopra. Resta fermo quanto disposto dall’ultimo periodo dell’art. 5-quater, co. 5, del DL 167/1990.

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